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Grotte visitabili

Grotta della Tanaccia ed Ex Cava Marana

Via Rontana - SP23 Brisighella (RA)
Per info e prenotazioni: E-mail: ivanofabbri@alice.it - cell. 338/8705910

Non lontano dal Rifugio Cà Carnè si trova una delle Grotte turistiche del Parco, La "Tanaccia". Visitabile sin dagli anni '80 del Novecento, è possibile esplorare la grotta con la visita speleologica guidata prenotabile presso il centro visita Cà Carnè. Le visite possono partire dal centro stesso o presso il Capanno Speleologico posto lungo il sentiero che porta al parcheggio all'ingresso della grotta. L'escursione dura circa un'ora e attraversa la suggestiva Sala delle Sabbie, ricca di concrezioni, il grande Salone di Crollo, la Sala del Laghetto e la Sala Piatta, formatasi in seguito allo scollamento di due grandi blocchi gessosi. A fronte della Tanaccia si trova l'ex cava Marana, la cui suggestiva galleria ovest può essere visitata a margine dell'escursione speleologica alla Tanaccia, scoprendo alcuni attrezzi utilizzati per l'attività estrattiva ed il fascino di un lago sotterraneo dalle acque immobili, limpide e turchesi. Sfruttando la straordinaria acustica di questo luogo, che funge da cassa di risonanza naturale, viene utilizzato come teatro estivo per accogliere concerti musicali non amplificati. 


Grotta del Re Tiberio

Via Firenze c/o Cava di Monte Tondo - Borgo Rivola - Riolo Terme (RA)
Per info e prenotazioni: cell. 3296791490 - E-mail: retiberio@nottola.org - www.nottola.org

Questa grotta è rinomata per la presenza di testimonianze archeologiche che attestano la frequentazione da parte dell'uomo durante l'arco di diversi millenni. La Grotta del Re Tiberio è la parte terminale di un vasto sistema di cavità naturali che ha uno sviluppo complessivo di oltre 6 chilometri e un dislivello di 223 metri. Queste grotte drenano le acque dell'area di Monte Tondo. I torrenti sotterranei, dopo un percorso esterno di alcune centinaia di metri, confluiscono nel Fiume Senio. Le grotte si sviluppano su più livelli: le gallerie poste a quote superiori sono state abbandonate dalle acque a seguito del progressivo abbassamento del Senio. L'acqua, sciogliendo la roccia gessosa, ha così generato un vasto reticolo sotterraneo di gallerie, cunicoli, pozzi e sale che, a parte il tratto turistico, sono, in genere, difficilmente percorribili. Nei dintorni delle pareti d'ingresso della grotta si trovano alcuni esemplari di rarissime specie di felci, al limite occidentale dell'areale di distribuzione ed alcuni oggetto di un progetto di reintroduzione. La grotta ospita anche un'interessante fauna invertebrata, con ben otto specie troglobie ed eutroglofile (cioè esclusivamente o prevalentemente cavernicole), ed è importante sito svernante/nidificante di ben 15 specie di chierotteri (Miniottero, Vespertilio maggiore, Vespertilio di Blyth, Ferro di cavallo Euriale ecc..).  Il tratto di grotta percorribile più facilmente, con abiti comodi e scarpe con suola tassellata, è di circa 60 metri fino alla Sala Gotica e la visita dura complessivamente 90 minuti. Saranno possibili anche visite speleologiche nei successivi 200 m sub-orizzontali di grotta per i gruppi più avventurosi e fornendo attrezzatura speleologica. L'ulteriore novità è l'apertura del Centro Visite sul Carsismo e la Speleologia situato lungo la strada provinciale che collega Borgo Rivola con Casola Valsenio, poco prima della Grotta del Re Tiberio. La visita al Centro sul Carsismo e la Speleologia consentirà di poter apprezzare con maggior consapevolezza lo straordinario bene storico-naturalistico rappresentato dalla Grotta del Re Tiberio.


Grotte di Onferno

Via Provinciale Onferno, 50 - Gemmano (RN)
Per info e prenotazioni: cell. 389/1991683 - E-mail: speleo.la@nottola.org - www.onferno.it

La Grotta di Onferno, nota fin dal XIX secolo, è di gran lunga la cavità più conosciuta della Romagna orientale. Si tratta di un traforo idrogeologico che si sviluppa in un blocco alloctono di gesso macrocristallino. Dalle pendici argillose di Monte Croce scendono due piccoli rii che, raggiunta la rupe gessosa di Onferno, confluiscono e iniziano a scorrere per un breve tratto sottoterra. Le acque riaffiorano poco piú a valle, all'interno di una forra densamente boscata. La grotta di Onferno si sviluppa lungo tutto il tratto ipogeo del corso d'acqua. Esplorata per la prima volta nel 1916 da Lodovico Quarina, che ne descrisse morfologie e concrezionamenti, la grotta è oggi in buona parte percorribile e meta di visite guidate. Nel primo tratto, lungo il torrente, si percorrono gallerie impostate lungo fratture con pareti verticali modellate dall'acqua in forme sinuose. Successivamente si incontrano i tipici concrezionamenti calcarei (alabastrini) delle grotte gessose; i piú estesi, di un acceso colore aranciato per la presenza di ossidi di ferro, formano una bella colata che decora una parete con stillicidio concrezionante attivo. Nel tratto successivo, si abbandona il livello attivo raggiungendo ambienti fossili dove si sono ampliate alcune sale per fenomeni di crollo. Nella Sala Quarina la volta é movimentata da mammelloni, curiose strutture coniche che indicano la base di uno strato di gesso. Il clima é qui piú caldo e asciutto rispetto alle gallerie dove scorre l'acqua. Preseguendo, lungo alcune superfici si notano le luminose infiorescenze di cristalli gessosi cresciuti sulla roccia selenitica. La grotta di Onferno è in assoluto il sito coloniale più importante dell'intera regione per la conservazione della chirotterofauna. La specie più significativa è sicuramente il Miniottero, pipistrello assai caratteristico, dal muso corto, fronte bombata ed altamente sociale che è presente con circa 2.500 esemplari frequentando la grotta tutto l'anno alla ricerca delle zone col giusto microclima; specie altamente sociale, forma aggregazioni sia in estate per la stagione riproduttiva (colonie d'allevamento, a grappoli), sia in inverno per l'ibernazione. Il centro visita, situato nell'antica pieve di Santa Colomba, è il punto di riferimento per le visite guidate alla grotta e le escursioni lungo gli itinerari.


Grotta di Cà Toresina

Comune: Brisighella (RA)
Località: Monte Mauro
Le visite guidate sono consentite esclusivamente accompagnati dalle Guide Speleologiche del Parco
Sono ammessi gruppi di massimo 5 persone. 

La grotta presso Cà Toresina rappresenta una cavità tettonica naturale allargata artificialmente dall'attività di estrazione di un particolare gesso secondario, detto lapis specularis, avvenuta in epoca romana. I romani recuperavano questo materiale per utilizzarlo come alternativa al vetro delle finestre: tracce di scalpellature e nicchie realizzate dagli stessi romani sono ancora ben riconoscibili. Questa cavità è stata attrezzata per le visite nei suoi primi dieci metri, permettendo al visitatore di scoprire in piena sicurezza il secondo più grande sito estrattivo di lapis specularis del Parco regionale della Vena del Gesso Romagnola.

Grotta della Tanaccia di Brisighella
Grotta della Tanaccia di Brisighella
(foto di Piero Lucci)
Grotta del Re Tiberio
Grotta del Re Tiberio
(foto di Parco Vena del Gesso Romagnola)
Grotte di Onferno - La Grande Colata
Grotte di Onferno - La Grande Colata
(foto di Piero Gualandi)
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